I passaporti africani figurano tra i più costosi al mondo, pur offrendo un accesso limitato a poche destinazioni senza visto. Tra ingiustizie sociali e ostacoli alla mobilità, la questione è ormai diventata una sfida continentale.
Passaporti costosi per una mobilità ridotta
Secondo l’Henley Passport Index (3° trimestre 2025), la maggior parte dei passaporti africani più costosi consente l’ingresso senza visto in meno di 70 Paesi. Al contrario, i passaporti giapponesi, singaporiani o francesi aprono le porte a oltre 190 destinazioni.
Per molte famiglie africane, ottenere questo documento significa rinunciare a due o tre mesi di stipendio. Una contraddizione evidente, mentre la Zona di libero scambio continentale africana (AfCFTA) e l’Unione Africana promuovono la libera circolazione delle persone.
Nove Paesi dove il passaporto costa una fortuna
Nigeria – Dal settembre 2025, il passaporto ordinario costa ₦100.000 (≈ 65 $) per 32 pagine e ₦200.000 (≈ 130 $) per quello diplomatico. All’estero arriva fino a 230 $. Le ONG denunciano l’esclusione dei più vulnerabili.
Repubblica Democratica del Congo – Con 185 $, è uno dei più cari. Solo una parte della cifra resta allo Stato, il resto va a società private estere.
Zimbabwe – Dal 2024, il passaporto costa 170 $, incluso un obbligo di tassa QR. Più del doppio del salario minimo.
Camerun – Fissato a 110.000 FCFA (≈ 190 $). La maggior parte dei ricavi va alla società privata INCM-Augentic, lasciando meno del 12 % allo Stato.
Algeria – Circa 137 $, una cifra significativa rispetto al reddito medio.
Sudan – Circa 100 $, mentre lo stipendio medio mensile è intorno ai 60 $.
Uganda – 70 $, quasi equivalente al salario minimo.
Sierra Leone – 100 $, cioè oltre un mese di reddito medio.
Guinea Equatoriale – 137 $, un peso notevole per le famiglie.
Quando un documento vale diversi mesi di stipendio
In Camerun, RDC o Zimbabwe, un passaporto può costare l’equivalente di due o tre mesi di salario. Eppure, apre l’accesso a poco più di cinquanta Paesi senza visto.
Al contrario, cittadini europei o asiatici ottengono passaporti meno cari ma con un’apertura globale molto più ampia. Questa disparità alimenta un senso di ingiustizia e limita le aspirazioni dei giovani africani.
Riforme timide, spesso contestate
Alcuni Stati hanno provato ad alleggerire il peso. In Ghana, ad esempio, il prezzo del passaporto ordinario è stato ridotto da 500 a 350 GH₵. Ma nella maggior parte dei casi, le riforme servono ad aumentare le entrate o finanziare contratti affidati a fornitori stranieri.
Un’urgenza per l’integrazione africana
Mentre l’Africa cerca di rafforzare la propria unità e stimolare gli scambi, il costo esorbitante dei passaporti africani mette in evidenza una contraddizione: si parla di mobilità, ma i documenti restano inaccessibili.
Molti analisti propongono come soluzione il passaporto unico africano. Tuttavia, finché rimane solo un progetto, milioni di cittadini resteranno prigionieri di confini che non possono permettersi di attraversare.
Di: Dali Oumarou



