Il 1º aprile 1991 il Benin inaugura la sua prima Assemblea nazionale. Su 64 seggi, solo tre donne vengono elette, tra cui Ramatou Baba Moussa. Successivamente, assume la carica di seconda questora, segnando un momento storico per la rappresentanza femminile .
Una militante sul territorio
Fin dai primi anni dell’indipendenza, si dedica al sociale. Fondatrice dell’ONG FADES-ABORI, guida campagne di microcredito per le donne rurali. Poi, presiede il Movimento delle Donne della Coalizione delle Forze Democratiche, promuovendo alfabetizzazione e diritti civili .
Concluso il mandato (1991–1995), il presidente Mathieu Kérékou la nomina, nel 1998, ministro della Protezione sociale e Condizione femminile. Un anno dopo, amplia il suo incarico includendo la Famiglia . Nell’esecutivo, avvia crèches di comunità, potenzia aiuti alle madri sole e migliora l’accesso alle cure prenatali.
Nonostante la scarsa tenuta delle elette, nel 2005 ritorna in Assemblea come supplente di un deputato scomparso . Questo rientro straordinario conferma la sua resilienza e la stima dei colleghi. Si unisce alle commissioni sociali per trasferire esperienza e incoraggiare nuove leadership femminili.
Attivista dei diritti umani
Nel 2001, gestisce la crisi del cargo MV Etireno, accusato di trasportare bambini schiavizzati. All’attracco a Cotonou, conferma che non vi erano minori a bordo . Con questa presa di posizione, richiama l’attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi di controllo regionale.
Perché paragonarla a Olympe de Gouges?
Olympe de Gouges, nel 1791, redige la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, rivendicando parità e abolizione della schiavitù . Allo stesso modo, Ramatou Baba Moussa sfida pregiudizi maschili e costruisce spazi di potere per le donne, sia in Parlamento sia nella società civile.
Nonostante la legge 2019-43 abbia riservato 24 seggi alle donne su 109, la parità resta un traguardo da conquistare . Il suo percorso dimostra che coraggio e impegno possono trasformare regole e mentalità. Per consolidare l’uguaglianza, serve rafforzare formazione, mentoring e mobilitazione civica.



