Nel 1492, la famiglia di Sayyida al-Hurra, considerata nobile, fu cacciata da Granada in Al-Andalus (oggi nel sud della Spagna) insieme ad altri musulmani ed ebrei. Questa espulsione segnò la fine di quasi otto secoli di dominio musulmano nella penisola iberica. Mentre alcuni emigranti si stabilirono in centri urbani nordafricani come Fez, Orano e Tunisi, altri popolarono zone più desertiche, tra cui Tétouan, Salé e le pianure di Metidja vicino ad Algeri.
Tra questi rifugiati c’era Moulay Ali ibn Rashid, che fondò e governò la città-stato di Chefchaouen nelle montagne del Rif. Si stabilì lì con la sua famiglia, inclusa sua figlia Aisha, la futura Sayyida al-Hurra. Chefchaouen divenne un rifugio per gli andalusi in fuga dalla Reconquista.
L’ascesa di Sayyida al-Hurra
Aisha, una ragazza brillante, eccelleva nelle lingue e nella teologia. Nel 1510, sposò Abu Hassan al-Mandari, governatore di Tétouan, rafforzando così l’influenza della sua famiglia. Alla morte del marito, tra il 1515 e il 1519, divenne la governante di Tétouan, assumendo il titolo di Sayyida al-Hurra, hakimat titwan (Signora Sovrana, Governatrice di Tétouan).
Alleanza con Oruç Reis e dominio nel Mediterraneo
Sayyida al-Hurra si alleò con il corsaro Oruç Reis, detto Barbarossa, per dominare il Mediterraneo. I loro attacchi contro navi e città spagnole e portoghesi valsero loro una reputazione temibile. Nel 1541, sposò il sultano Ahmed al-Wattasi, ma rifiutò di lasciare Tétouan per il matrimonio, un fatto unico nella storia del Marocco.
La caduta di Sayyida al-Hurra
Nel 1542, Sayyida al-Hurra fu deposta dal genero, ponendo fine a 30 anni di governo. Si ritirò a Chefchaouen, dove visse fino al 1561. Sebbene non abbia lasciato scritti, il suo lascito come ultima donna leader islamica a detenere il titolo “al-Hurra” rimane significativo.
Sayyida al-Hurra governò Tétouan per circa 25 anni, portando prosperità grazie agli attacchi contro le navi spagnole e portoghesi. La sua educazione, forza di carattere e presenza di spirito la resero una leader politica indipendente e rispettata.
Nota che se Sayyida al-Hurra e Oruç fossero o meno “pirati” dipendeva dall’opinione di chi si trovava di fronte. “La pirateria era dilagante nel XVI secolo e non si limitava affatto alla costa meridionale del Mediterraneo”, afferma Lebbady. “I pirati inglesi erano soliti intercettare le galee spagnole di ritorno dalle Americhe e il bottino che prendevano era una delle principali fonti di entrate per il governo della regina Elisabetta I.”
Fonte Immagine
Per saperne di più :
“Hasna Lebbady, auteure de Feminist Traditions in Andalusi-Maroccan Oral Narratives (Palgrave Macmillan, 2009)
Lo storico spagnolo Germán Vázsquez Chamorro nel suo recente studio, Mujeres Piratas (Donne pirata) (Edaf Antillas, 2004)



