Biografia dell’egittologo senegalese Cheikh Anta Diop

Creato da sandrine Nguefack
Cheikh Anta Diop

Cheikh Anta Diop (Nato il 29 dicembre 1923 a Thieytou – morto il 7 febbraio 1986 a Dakar) è stato uno storico, antropologo, egittologo e politico senegalese. Ha sottolineato il contributo dell’Africa e in particolare dell’Africa nera alla cultura e alla civiltà mondiale.

Le sue tesi rimangono oggi dibattute, e sono poco riprese dalla comunità scientifica, in particolare sul tema dell’antico Egitto.

Cheikh Anta Diop è stato un precursore in termini di importanza ed età del posto degli africani nella storia, confermato dagli studi attuali. La sua visione può anche essere interpretata come un’anticipazione delle principali scoperte archeologiche degli anni 2000 nel continente africano, siano esse Kerma o, molto più antico, Blombos.

Le opere di Anta Diop

Cheikh Anta Diop nacque il 29 dicembre 1923 a Thieytou, nel dipartimento di Bambey, regione di Diourbel (Senegal). La sua famiglia è di origine aristocratica wolof. All’età di 23 anni partì per Parigi per studiare fisica e chimica ma si dedicò anche alla storia e alle scienze sociali. In particolare seguì i corsi di Gaston Bachelard e Frédéric Joliot-Curie. Adottò un punto di vista specificamente africano di fronte alla visione di alcuni autori dell’epoca secondo cui gli africani sono popoli senza passato.

Nel 1951 Diop preparò, sotto la direzione di Marcel Griaule, una tesi di dottorato all’Università di Parigi, in cui affermava che l’antico Egitto era popolato da neri africani e che la lingua e la cultura egiziana si erano poi diffuse nell’Africa occidentale. All’inizio non riuscì a formare una giuria ma, secondo Doué Gnonsoa, la sua tesi ebbe un “grande eco” sotto forma di un libro, Nations nègres et culture, pubblicato nel 1954. Infine conseguì il dottorato nel 1960. Allo stesso tempo, conseguì una specializzazione in fisica nucleare presso il laboratorio di chimica nucleare del Collège de France. Diop usò la sua formazione multidisciplinare per combinare diversi metodi di approccio.

Attinse a citazioni di autori antichi come Erodoto e Strabone per illustrare la sua teoria secondo cui gli antichi egizi mostravano gli stessi tratti fisici dei neri africani moderni (colore della pelle, aspetto dei capelli, naso e labbra). La sua interpretazione dei dati antropologici (come il ruolo del matriarcato) e archeologici lo portò a concludere che la cultura egizia è una cultura nera. A livello linguistico, ritenne in particolare che il wolof, parlato oggi in Africa occidentale, sia foneticamente correlato all’antica lingua egizia.

Quando ottenne il dottorato nel 1960, tornò in Senegal per insegnare come docente all’Università di Dakar (da allora ribattezzata Università Cheikh-Anta-Diop, UCAD). Nel 1981 vi ottenne il titolo di professore. Ma nel 1966 creò all’interno dell’Università il primo laboratorio africano per la datazione di fossili archeologici al radiocarbonio, in collaborazione con quello della Commissione francese per l’energia atomica (CEA) di Gif-sur-Yvette. Lì, eseguì test di melanina su campioni di pelle di mummie egizie, la cui interpretazione, secondo Diop, confermerebbe i resoconti degli antichi autori greci sul melanoderma degli antichi egizi.

Negli anni ’70 Diop partecipò al comitato scientifico internazionale che diresse, nell’ambito dell’UNESCO, l’elaborazione della Storia generale dell’Africa (HGA), un ambizioso progetto editoriale composto da otto volumi. Per la stesura di questo lavoro, partecipò nel 1974 al Colloquio Internazionale al Cairo dove confrontò i metodi e i risultati della sua ricerca con quelli dei principali specialisti mondiali. Dopo questo simposio internazionale, Diop scrisse un capitolo su “L’origine degli antichi egizi”, e G. Mokhtar, professore all’Università del Cairo, uno su “L’Egitto faraonico”. Dopo il capitolo 1, venne pubblicato un resoconto dei dibattiti durante il simposio, che menzionava l’accordo degli specialisti – con l’eccezione di uno di loro – sugli elementi portati da Cheikh Anta Diop e Théophile Obenga sull’insediamento dell’antico Egitto.

Tuttavia, si precisa che “molte obiezioni sono state mosse alle proposte del professor Diop; rivelano la portata di un disaccordo che è rimasto profondo”. Se per il professor Jean Vercoutter “l’Egitto era africano nella sua scrittura, nella sua cultura e nel suo modo di pensare”, la comunità scientifica restava comunque divisa sulla natura dell’insediamento dell’antico Egitto.

Inoltre, già nel 1947, Diop fu politicamente impegnato per l’indipendenza dei paesi africani e l’istituzione di uno stato federale in Africa. “Fino al 1960 ha combattuto per l’indipendenza dell’Africa e del Senegal e ha contribuito alla politicizzazione di molti intellettuali africani in Francia. Tra il 1950 e il 1953 fu segretario generale degli studenti dell’African Democratic Rally (RDA) e molto presto denunciò, attraverso un articolo pubblicato su La Voix de l’Afrique noire, l’Unione francese, che, “qualunque sia la prospettiva con cui si guarda, appare sfavorevole agli interessi degli africani”. Continuando la lotta a un livello più culturale, partecipò ai vari congressi di artisti e scrittori neri e, nel 1960, pubblicò quella che sarebbe diventata la sua piattaforma politica: Le basi economiche e culturali di un futuro stato federale nell’Africa nera.»

Secondo Doué Gnonsoa, Diop sarà uno dei principali istigatori della democratizzazione del dibattito politico in Senegal, dove guiderà l’opposizione istituzionale al regime di Léopold Sédar Senghor, attraverso la creazione di partiti politici (il FNS nel 1961, il RND nel 1976), un giornale di opposizione (Siggi, poi ribattezzato Taxaw) e un sindacato di contadini. Il suo confronto, in Senegal, con il cantore della cultura nera sarebbe uno degli episodi intellettuali e politici più significativi della storia contemporanea dell’Africa nera.

Cheikh Anta Diop morì nel sonno a Dakar il 7 febbraio 1986. Insieme a Théophile Obenga e Asante Kete Molefe, è considerato una delle ispirazioni della corrente epistemologica dell’afrocentrismo. Nel 1966, durante il primo Festival mondiale delle arti nere a Dakar, Diop è stato premiato come “l’autore africano che ha avuto la maggiore influenza nel XX secolo”.

Nell”8 febbraio 2008, il Ministro della Cultura del Senegal Mame Biram Diouf ha inaugurato un mausoleo alla memoria del ricercatore a Thieytou, il suo villaggio natale, dove riposa. Questo mausoleo è nell’elenco dei siti e monumenti classificati del Senegal.L’Università di Dakar porta il nome di Cheikh-Anta-Diop University (UCAD) dal marzo 1987.

 

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