L’interessante resoconto della vita di Olaudah Equiano

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Le récit intéressant de la vie d’Olaudah Equiano

“Credo che ci siano alcuni eventi nella mia vita che non sono accaduti a molti.” Olaudah Equiano

Prima di diventare una figura nella lotta per l’abolizione della schiavitù e della tratta degli schiavi, Olaudiah Equiano (c. 1745-1797) nacque in Africa, fu rapito da ladri di africani, venduto e rivenduto, deportato nel nuovo mondo e tenuto da diversi “padroni”. Nonostante il suo status, ebbe la fortuna di imparare a leggere e scrivere, di essere iniziato alla navigazione e fu anche in grado di commerciare in parte da solo grazie al suo ultimo padrone, che gli permise di acquistare la sua libertà nel 1766. Alla fine, si stabilì a Londra come un uomo libero.

Da un punto di vista europeo, Equiano si considera un uomo che ha superato grandi sofferenze: ma quando si paragona ad altri africani sottomessi alla schiavitù, si vede come un essere particolarmente benedetto dal cielo.

Fu su richiesta dei suoi amici abolizionisti che Equiano scrisse le sue memorie. Egli stesso apparteneva al gruppo Sons of Africa, composto da illustri africani residenti in Gran Bretagna. Si dice che il suo libro abbia avuto un ruolo importante nel passaggio dello Slave Trade Act del 1807, che segnò la fine del commercio triangolare per l’Impero britannico.

Questa storia, pubblicata nel 1789, è affascinante perché ci sono poche testimonianze dirette sul commercio di schiavi e in particolare sull’inferno delle traversate verso l’America.

 

Un’infanzia africana

Nel primo capitolo, Equiano descrive gli usi ei costumi del suo popolo. L’autore sostiene di essere nato nella provincia di Igbo, nel sud dell’attuale Nigeria. Suo padre era un capo illustre e l’autore descrive la sua infanzia come felice. Quando lui e sua sorella furono rapiti e poi venduti, Olaudah aveva solo undici anni.

Equiano si imbarcò poi nella terribile traversata dell’Atlantico fino ai Caraibi. La vista di questa nave negriera gli fa inizialmente perdere ogni speranza di tornare a casa. Comprendendo a malapena verso quale destino stia navigando, scopre l’orrore dei corpi accatastati nella stiva, le catene, la puzza, la malattia, la frusta e i morti gettati in mare.

Se rimane una controversia sull’autenticità del resoconto dei primi anni di Olaudah in Africa, le informazioni che avrebbe potuto raccogliere da un libro di Antoine Benezet, Some Historical Account of Guinea, Its Situation, Produce, and the General, pubblicato nel 1788, tutti gli altri fatti relativi al libro sono stati verificati dagli storici e sono ben documentati. Il racconto di Equiano sulla sua vita africana è molto interessante e avvincente. Questa apertura culturale ha il suo posto in una storia il cui lo scopo era quello di aprire i nostri occhi sulla sofferenza inflitta dagli uomini ad altri uomini, ai quali è stata negata l’intera umanità.

Quanto è affascinante questa autobiografia di Olaudah Equiano?

La vita di Equiano è un susseguirsi di cambi di padroni, incontri e avventure: la piantagione in Virginia dove assiste ai maltrattamenti inflitti alle persone sottomesse, gli anni con Pasquale, tenente della Royal Navy, la scoperta dell’Inghilterra, la guerra dei sette anni contro la Francia sulla nave di quest’ultimo, il suo ritorno in Inghilterra, il suo battesimo, l’apprendimento della lettura, la delusione di essere stato venduto nuovamente al capitano Doran e poi venduto a Robert King, commerciante nei Caraibi. Poi la libertà.

Il tono è intimo e molto umile, e l’autore allude spesso a Dio nel suo racconto. Non si discosta dal suo obiettivo, perorare la causa delle vittime africane della tratta degli schiavi.

Insomma, The Interesting Narrative of the Life of Olaudah Equiano, or Gustavus Vassa, the African. Written by Himself è un libro importante per capire meglio la storia degli Stati Uniti e quella degli afroamericani.

Olaudah, il ben chiamato

L’autore non ha usato il suo nome africano Olaudah “colui che parla bene e ad alta voce”, con cui tuttavia firma questo libro. Sulla nave negriera, Jacob il suo primo padrone, un americano della Virginia, lo chiamò Michael. Il suo secondo padrone, luogotenente della Royal Navy, gli impose quello di Gustavus Vassa, dal nome di un re svedese del XVI secolo. Ha mantenuto questo nome da allora in poi, anche quando era libero.

Nonostante tutto, il suo nome di nascita lo aveva predestinato a questo destino politico?

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